George Hirsch, visione, stile e l’amore per Central Park.

È per noi un grande onore inaugurare “A World of Friends” con una persona speciale a cui ci lega una amicizia trentennale. George Hirsch, fondatore con Fred Lebow della New York City Marathon, ha ispirato e continua ad ispirare milioni di runners nel mondo. Nella foto (1976) mentre corre la “sua” maratona durante la prima edizione in cui vennero coinvolti i cinque quartieri.

GEORGE HIRSCH, New York.

COSA SIGNIFICA PER TE CORRERE: Corro da tanti anni e la corsa ha assunto per me significati sempre diversi in momenti diversi. All’inizio era solo per fare un pò di esercizio, mantenermi in forma, ridurre lo stress; sono sicuramente queste molte delle ragioni per cui la maggior parte delle persone inizia. Poi si è trasformato nella esigenza di sentirmi parte di un gruppo, coinvolto da colleghi ed amici. Sicuramente ci sono stati anche anni in cui mi sono concentrato sulla prestazione: cercare di andare sempre più veloce e poi, quando non è stato più possibile migliorami continuamente,  ho cercato di non rallentare troppo velocemente. Quest’ultimo anno la mia corsa ha dato alla mia vita una struttura e una stabilità in più: mi ha mantenuto in forma e (abbastanza) sano!


CONSIGLIACI IL TUO PERCORSO/GIRO PREFERITO: Direi i sentieri di Central Park. Per quanto il parco sia affollato, puoi comunque allontanarti dai percorsi principali, dalle biciclette e dai pedoni e sentirti come se non fossi nel cuore di questa città frenetica, rumorosa e pazza!



COSA FAI QUANDO NON CORRI: Chairman, Board of Directors New York Road Runners 


LE TRE COSE CHE NON MANCANO MAI NEL TUO FRIGORIFERO: Ho sempre frutta ghiacciata nel congelatore per i miei frullati che prendo regolarmente. Inoltre ci sono sempre gli hamburger per quando mi viene voglia di mangiarne uno accompagnato  da una birra. (sono un americano). E, naturalmente, il gelato, che rende il mondo un posto migliore!
I frullati, per lo meno, sono in cima alla scala nutrizionale.

Foto: New York City Marathon – 1976 – per la prima volta si svolse in tutti e cinque i quartieri di New York. (Così come la conosciamo ora n.d.r.)